Caffè-concerto Eden Kursaal, la belle époque di Palazzo Maccaferri
Il caffè-concerto Eden Kursaal, situato al piano terra di Palazzo Maccaferri ossia l'edificio che ospita l'attuale «Hotel I Portici Bologna», fu inaugurato il primo gennaio 1899 alla presenza di tutte le autorità cittadine. Si trattava di una sala sfarzosa, la migliore espressione bolognese di quell'età spensierata poi definita belle époque.

Si preferì tuttavia utilizzare l'appellativo francese café chantant piuttosto che il provinciale caffè-concerto. La vita del Caffè-concerto Eden Kursaal si svolse nell'arco di un quarto di secolo. Esso fu l'unico locale di Bologna in grado di offrire le esibizioni delle vedette internazionali più note e richieste. Si esibivano ragazze che avevano più decolleté che voce.
La qualità degli spettacoli era all'altezza delle analoghe sale teatrali delle più importanti capitali d'Europa.
Il locale era situato al piano terreno di Palazzo Maccaferri. Vi si accedeva da un ampio lato. Ai lati di questo, due scalinate conducevano alla galleria superiore, che allungava due stretti bracci lungo i lati della sala sino a raggiungere il vuoto del boccascena. La sala era rettangolare e lunga quanto era profondo l'edificio stesso che l'ospitava. La galleria era sostenuta da colonne di ghisa. Il pavimento della sala era costruito in modo da consentire e supportare il pattinaggio. Su uno dei lati corti del rettangolo era situato il palco. La sala proseguiva con una platea occupata da sei file di nove poltrone ciascuna, e infine cominciava la zona in cui erano dislocati numerosi tavolini rotondi.
Il locale era inoltre dotato di un ampio ristorante il quale a sua volta era corredato da sale da biliardo e salette per il gioco delle carte, il tutto dislocato al primo piano in uno spazio analogo e corrispondente alla sottostante sala degli spettacoli.
Il ristorante apriva due terrazze sul giardino della Montagnola retrostante al palazzo e vi si accedeva tramite quattro ingressi distinti: tre erano situati alla Montagnola, uno all'interno del caffè-concerto.
La decorazione era una commistione di liberty ed eclettismo. Quasi completamente realizzata dal poliedrico artista-artigiano Sante Mingazzi, era molto ricca e affidata non solo a stucchi e ad affreschi ma anche a ringhiere, lampade e ferri batutti d'ogni genere.
L'illuminazione della sala era stata curata dalla società Ganz di Berlino (cosa a cui all'epoca fu dato grande risalto pubblicitario).
Il riscaldamento era ottenuto tramite un impianto a vapore che diffondeva il calore tramite quelli che possono essere definiti i primi termosifoni installati a Bologna.
